Manazary 2023

Bambina nonna sorridono escono dispensario

Una bambina sorride mentre esce dal dispensario sulle spalle della nonna (Foto di Davide Garritano)

Nel giugno del 2023, dopo più di tre anni di assenza per via della pandemia, siamo tornati a Manazary. L’emozione è stata forte, anzi fortissima. Il discorso non può che essere lo stesso, fatto, nel descrivere la missione in India, nel villaggio di Pallahara, sul finire del 2022. Tornare in missione dopo tanti anni di assenza, per via di un problema globale com’è stato quello della pandemia, può concedere il lusso di guardare il mondo con occhi diversi. Nuovi non lo sappiamo, ma diversi sicuramente.

Nonostante l’assenza, il dispensario medico non ha smesso di funzionare. È stato mantenuto in maniera impeccabile. Questo ci ha permesso di effettuare sia le visite ordinarie, che di urgenza, in alcuni casi anche estrema. Come sempre, con noi, in volo e poi sul posto, è atterrato anche tutto il materiale sanitario. Forniture importanti, come ad esempio i medicinali necessari per le varie cure da somministrare alle persone, in grado di coprire tutto il periodo della missione. E non solo: anche l’intero anno. Ricordiamo sempre che una missione non contempla solamente i giorni in cui essa viene svolta dai vari volontari. Ma soprattutto quando si avvicina il giorno della partenza e tutto deve continuare a funzionare anche in assenza degli stessi volontari.

In relazione all’acquisto di alcune forniture di prima necessità per il periodo della missione, sono stati comprati e portati in loco 2 aerosol, che hanno svolto una grande funzione. Molte persone, tra donne, uomini, bambini e anziani, hanno usufruito della soluzione medica all’interno di essi per curare malattie respiratorie, come bronchite e raffreddore. Ritornando a parlare un attimo del dispensario, ricordiamo che quest’ultimo è diviso in due livelli: al pian terreno si svolgono tutte le visite ordinarie, mentre al primo piano, salendo delle scale a chiocciola, si ha l’accesso al magazzino dei medicinali, ma anche e soprattutto ad alcune stanze ove si procede alle visite oculistiche e odontoiatriche. Anch’esse svolte con grande impegno e costanza dopo tre anni di assenza.

Dal dispensario, alle donazioni, finendo con le foto

Nel complesso messo a disposizione dalle suore della congregazione Santa Maria Ausiliatrice non mancano di certo, come detto nell’articolo introduttivo sul Madagascar, le strutture scolastiche. Ai bambini delle scuole, ma anche a quelli dell’intero villaggio di Manazary che si recano saltuariamente all’interno della struttura, sono state donate 1.000 sacche. O meglio: la Buzzi Unicem ha deciso di mettere a disposizione un’importante donazione sotto forma di sacche. All’interno di esse, soprattutto come simbolo per l’igiene, abbiamo fatto trovare uno piccolo spazzolino e un mini dentifricio. Per far capire loro, grazie all’aiuto della traduzione di una suora del posto, come sia possibile evitare una delle infezioni dentali più comuni a tutti noi: la carie.

La vita, quella di tutti noi. Oggetto misterioso e sacro allo stesso tempo. Proprio per questo motivo, è giusto preservarla. Grazie all’associazione Ale For Life, la quale ha donato un defibrillatore semi automatico, abbiamo formato una piccola squadra del villaggio (composta tutta da persone adulte) alla rianimazione cardiopolmonare e all’uso del DAE (Defibrillatore Automatico e Semiautomatico Esterno).

Ma ora lasciamo spazio alle foto, che spesso racchiudono piccoli attimi di felicità, e sanno mostrare il vero volto di una missione più di mille parole.

Immortaliamo attimi di felicità, perché il tempo non aspetta

I nuovi progetti in Madagascar

Una volta lasciato il complesso delle suore, però, non abbiamo fatto ritorno a Roma. O almeno, non da subito. Abbiamo trascorso altri cinque giorni a Île Sainte-Marie, una piccola isola sempre del Madagascar, al largo della costa nordorientale. Un sopralluogo per capire se ci fosse la possibilità di avviare due progetti. Il primo: ristrutturazione di una scuola, sempre all’interno di una struttura delle suore di Manazary, per l’alfabetizzazione di alcuni bambini, figli di pescatori, che vivono nella parte nord dell’isola sopracitata. Il secondo: la costruzione di una rete idrica, a mo’ di acquedotto, per permettere all’acqua di arrivare in tre punti nevralgici dell’isola e all’interno della casa delle suore stesse. Anche qui, comunque, prima di lasciare il posto e fare ritorno in modo definitivo, abbiamo proceduto per l’acquisto e il rilascio di farmaci di prima necessità con copertura annuale. 

Come avete potuto notare, la Diagnosticare Onlus, quando si creano le giuste condizioni, tenta di comprendere, fin da subito, quali sono i progetti che necessitano di un primo intervento. E anche se, inizialmente, il campo non è quello medico (per poi ritrovarlo in seguito), si adopera lo stesso per far sì che si possa avanzare con il giusto impegno. L’unione fa la forza, a volte rimane solo uno slogan. Per noi, invece, è un qualcosa da mettere in atto e sul quale rivolgiamo spesso il nostro sguardo.

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